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SEO: migliorare il Posizionamento di un Sito Web sui Motori di Ricerca

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L’apparenza, si sa, non è tutto ma è estremamente importante quando si tratta di vendere un prodotto o un servizio. Ogni negozio ha bisogno di articoli di qualità e di una vetrina scintillante, ma un punto vendita esteticamente accattivante ed ordinato non è sempre sufficiente per attirare i passanti e trasformarli in clienti: è necessario anche posizionarlo nel punto più accessibile della città, possibilmente sul viale principale.

Allo stesso modo, per ogni azienda è essenziale possedere una bella vetrina online, un sito professionale, semplice ed informativo, ma non solo: il posizionamento è fondamentale per poter acquisire visite e trasformarle, nel caso di un e-commerce, nelle tanto desiderate conversioni.

Chiariamo qualche concetto: Posizionamento sulle SERP e SEO

Posizionamento sui motori di ricerca

Cosa si intende per posizionamento? La risposta è semplice: posizionare al meglio un sito web nelle Pagine dei Risultati dei Motori di Ricerca, note in inglese con l’acronimo di SERP – Search Engine Results Pages.

Fattori di posizionamento

La parola chiave è dunque posizionamento sulle SERPs; ma quali sono i fattori di ranking? Prendiamo in esempio il motore di ricerca per definizione: Google.

Non si sa con precisione quali siano questi fattori, nè il loro peso relativo. Due sono le cose che sappiamo con certezza: primo, che Google fattorizza centinaia di elementi – più di 200! – per determinare il posizionamento dei siti nei risultati organici; secondo,  che l’agoritmo di Google è in costante aggiornamento: ogni anno sono apportate centinaia di modifiche con lo scopo di perfezionare sempre di più i criteri di ranking.

Fattori on-page ed off-page

In generale, due sono le macro categorie di fattori considerate da Google:

  • I fattori di posizionamento on-page sono tutti quei fattori interni al sito, che possono essere direttamente modificati da chi gestisce o sviluppa il sito (banalmente, tutto ciò che permette ai motori di ricerca di indicizzare correttamente le pagine);
  • I fattori di posizionamento off-page sono tutti quei fattori esterni al sito, che dipendono quindi dal comportamento degli utenti del web (ad esempio, citazioni su siti esterni, navigazione e partecipazione degli utenti nel sito, condivisioni ed apprezzamenti sui Social).

L’idea di base è molto semplice: un sito non deve essere solo completo, curato ed informativo per ottenere una buona posizione nei ranking; Google considera anche feeedback e referenze esterne, di altri siti ed utenti.

 

SEO: Ottimizzazione per i Motori di Ricerca

Dunque, considerando l’esempio di Google, 10 sono le posizioni gratuite in prima pagina e il cammino per arrivare in cima è arduo e faticoso. Come migliorare il proprio posizionamento sui Motori di ricerca? Una parola: SEO.

SEM, SEO, SEA

Prima di addentrarci nei meandri della SEO, è bene fare un po’ di chiarezza su alcuni acronimi: la SEO (Search Engine Optimization) insieme alla SEA (Search Engine Advertising) fa parte della SEM (Search Engine Marketing). Di cosa si tratta?

  • SEM (Search Engine Marketing) è il ramo del web marketing che riguarda i motori di ricerca e che comprende tutte le attività e le pratiche atte a generare traffico qualificato verso un sito internet.
  • SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme delle strategie e delle pratiche volte ad incrementare il traffico organico di un sito.
  • SEA (Search Engine Advertising) è l’insieme delle strategie e delle pratiche volte ad incrementare il traffico a pagamento di un sito, ossia, in altre parole, la pubblicità praticata sui motori di ricerca.

E’ bene dunque ricordare che una campagna SEO non comprende i canali di acquisizione a pagamento.

La SEO come processo complesso

Considerando i criteri di ranking, questo sistema a due categorie di fattori – on-page ed off-page – rende il posizionamento meno autoreferenziale e l’attività SEO decisamente più varia e complessa. In altre parole, un buon progetto SEO deve tener conto, per quanto possibile, di tutti gli elementi considerati dai search engine per incrementare la propria performance: si tratta di una miriade di elementi che, seppur singolarmente possano sembrare dettagli, rendono, nel loro complesso, un sito meritevole di posizionamento agli occhi di Google.

Nella definizione di una strategia SEO, è bene fare una premessa fondamentale: nessuna strategia è valida sempre, perchè nessun algoritmo è immutabile; l’ottimizzazione dunque è e deve essere un processo in continua evoluzione.

Come definire un progetto SEO da zero

Andremo ora a vedere come procedere per la definizione di un progetto SEO, da zero.

Step n.1: analisi iniziale e definizione degli obiettivi

Innanzitutto, come per qualsiasi strategia, è necessario definire  degli obiettivi raggiungibili: in altre parole, quanto possiamo aumentare le visite, in che misura è effettivamente possibile; per poter rispondere a questo quesito è necessario effettuare un’analisi della sua situazione di partenza del sito web.

Analisi Iniziale

Per poter ottenere un’immagine realistica e veritiera della situazione iniziale di un sito è necessario compiere un’analisi di tipo quantitativo, raccogliendo, ove possibile, quanti più dati disponibili. Di che dati stiamo parlando? Per poter avere una panoramica quanto più completa della situazione, le aree da tenere in considerazione sono principalmente tre:

  • Analisi del traffico (Google Analytics)
  • Posizionamento sui Motori di Ricerca
  • Analisi della Concorrenza

L’insieme delle tre analisi fornirà informazioni essenziali per poter strutturare al meglio un progetto SEO.

A.      Analisi del traffico (Google Analytics)

Inanzitutto, per poter ipotizzare i risultati raggiungibili è necessario utilizzare un programma di analisi del traffico, ossia di tracciamento delle visite. Google Analytics è in assoluto la piattaforma più utilizzata, ma il discorso rimane il medesimo qualora si volesse utilizzare qualche altro software: con decine e decine di grafici e percentuali, Google Analytics permette di visionare ed analizzare ogni aspetto relativo a Pubblico, Canali di Acquisizione, Comportamento degli utenti e Conversioni.

Le informazioni generalmente più utili in fase iniziale sono quelle relative a:

  • Visite totali (sessioni)
  • Visite organiche (sessione traffico organico)
  • Pagine di destinazione
  • Interazione degli utenti per canale di acquisizione

Come per ogni analisi delle serie storiche, si consiglia di confrontare un intervallo temporale con il medesimo intervallo dell’anno precedente per eliminare la componente stagionale: sarà così possibile comprendere l’andamento attuale e passato del sito web e monitorarne i progressi, osservando visite e comportamento degli utenti nel periodo per cogliere punti di forza e di debolezza a livello di traffico.

B.      Analisi delle kewyords e del posizionamento relativo sui motori di ricerca

In parallelo, sarà necessario procedere con una selezione delle keywords: con l’ausilio di particolari software – forniti ufficialmente dai principali motori di ricerca – è possibile tracciare le parole chiave più ricercate e quindi più competitive all’interno di una determinata area semantica e tematica.

Un software molto popolare per condurre l’analisi delle keywords è Ubersuggest.

A questo punto, se l’obiettivo è incrementare il posizionamento sui motori di ricerca, è naturale procedere con una panoramica dei posizionamenti attuali: anche in questo caso, particolari software daranno una visione precisa delle parole chiave per cui il sito è posizionato, e che quindi generano maggior traffico, e delle aree semantiche che, al contrario, non stanno dando i risultati sperati.

Questo genere di analisi è essenziale per procedere con la definizione di una strategia SEO: permette, in poche parole, di capire la competitività del sito rispetto a determinate parole chiave e di distribuire gli sforzi SEO in maniera efficiente fra le diverse keywords. La scelta delle keywords attorno cui costruire la strategie è fondamentale: selezionare il mix sbagliato può rivelersi uno spreco di tempo e di energie, e rischia di compromettere un’eventuale posizione già guadagnata con altre parole chiave.

Chiaramente, maggiore è l’utilizzo di parola chiave nelle ricerche, maggiore è il traffico generato dalla stessa e maggiore sarà l’attenzione rivolta ad essa dai diversi siti web, che lottano per accaparrarsi la fetta maggiore di organico posizionandosi nelle prime posizioni delle SERPs. In altre parole, quanto maggiore la competitività tanto più alta sarà la concorrenza, e quindi l’impegno – ed il tempo! – necessario per posizionarsi con la keyword in questione. Effettuare un’analisi delle kewyords significa quindi conoscere non solo la popolarità, ma anche la concorrenza di ciascuna parola chiave.

Una volta selezionato un insieme di keywords è bene comunque considerare che la decisione non è mai definitiva: come già detto in precedenza, nessuna strategia è eterna, si tratta di un processo di perfezionamento costante.

C.       Analisi della concorrenza

Come per ogni altra decisione strategica, prima di procedere con la definizione di un piano è sempre bene fare un’analisi della concorrenza: capire se e come i principali competitors stanno svolgendo attività di marketing digitale è importante quanto cercare di individuarne i posizionamenti.

Per l’analisi non è indispensabile l’accesso ad informazioni secretate e riservate: un sito web è visibile ed accessibile a chiunque ed utilizzando determinati software è possibile individuare gli elementi tipici di una strategia SEO, ricavando indicazioni utili sul genere e l’entità dell’attività di web marketing svolta.

Definizione degli obiettivi

Una volta completata l’analisi sarà possibile definire gli obiettivi raggiungibili con la campagna SEO e definire quindi parametri e caratteristiche del progetto.

Step n.2: Attività SEO – Search Engine Optimization

Una volta definiti gli obiettivi sarà possibile procedere con la definizione di una strategia SEO. Abbiamo definito in precedenza le due macro-categorie di fattori di posizionamento e spiegato l’importanza di considerare, per l’attività SEO, entrambe le categorie: una perfetta ottimizzazione del sito, da un lato, ed attività esterne che portino al sito buone referenze dall’altro. Cosa significa nella pratica?

  • On-page SEO indica principalmente le attività di ottimizzazione tecnica e qualitativa del sito e l’inserimento di contenuti di qualità.
  • Off-page SEO indica principalmente l’attività di link building ed altre attività di cura del brand, come newsletter e rapporti con gli influencer.

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio queste attività.

Principali attività SEO

  • Ottimizzazione tecnica del sito, ossia ottimizzazione del codice, che deve essere completo dei tag necessari per garantire una corretta indicizzazione da parte dei motori di ricerca, ed ottimizzazione del server in termini di velocità. Particolare attenzione è rivolta all’ottimizzazione degli snippet, ossia di URL, Tag Title e Meta Tag Description di ciascuna pagina, ma moltissime sono le componenti che dovrebbero essere presenti all’interno del codice per una corretta indicizzazione – e spesso ignorate dai Web Master: Meta Tag Keywords, Tag di Heading, Tag di Formattazione del testo, attributo Title e link per il nome dei prodotti, attributo Alt per le immagini, attributo rel = canonical, file robots, mappa del sito, protocollo HTTPS e tanto altro ancora.
  • Ottimizzazione qualitativa del sito, ossia ottimizzazione in termini di usability e web design, come la presenza di widget e collegamenti ai Social Network, l’utilizzo di un sistema di recensioni, la presenza e la qualità dei contenuti informativi.
  • Inserimento ed ottimizzazione dei contenuti, quali Blog, box e pagine informative e descrizioni. Per essere considerati di qualità dai motori di ricerca, i contenuti dovrebbero essere ricchi, informativi, ben formattati, completi di keywords e link interni e in uscita.
  • Link building, ossia creazione di referenze positive su siti esterni tramite la pubblicazione di articoli e comunicati stampa che rimandino alle pagine del sito.

Step n.3: Analisi dei risultati e monitoraggio

Una volta definita una strategia, è bene considerare che un continuo e costante monitoraggio è necessario per mantenere una buona performance.

Innanzitutto, è necessario un continuo monitoraggio in termini di Reporting attraverso Google Analytics, essenziale per avere una panoramica del comportamento degli utenti e delle conversioni, in modo da ottimizzare il sito a partire dalle stesse interazioni.

In secondo luogo, è bene controllare periodicamente l’andamento del sito in termini di posizionamento, in modo da valutarne i progressi e quantificare i risultati raggiunti attraverso la campagna SEO. Quest’attività non solo è essenziale per verificare ciclicamente i risultati dell’attività, ma si rivela fondamentale per poter apportare modifiche in itinere alla strategia.

Lo abbiamo già detto in precedenza, ma è bene ribadirlo: gli algoritmi dei motori di ricerca sono in continua evoluzione, per questo la SEO deve significare continua tensione al miglioramento, perfezionamento costante ed analisi minuziosa.

Il mondo del Web è, infatti, in perenne mutamento ed una piccola variazione negli algoritmi può determinare conseguenze significative. O ancora, più banalmente, con l’avvento di smartphones e tablet una visualizzazione ottimale sui dispositivi mobile è stata introdotta fra i parametri.

E’ per questo che una costante attenzione in termini di SEO si rende necessaria: il mondo cambia, le tecnologie si evolvono e ciò che funziona oggi potrebbe non funzionare più domani.

Si rivela utile, in questo senso, una continua analisi dei competitors e delle loro strategie, che non solo ne analizzi andamento e posizionamenti, ma consideri anche la struttura del sito e le sue caratteristiche.

Un ultimo consiglio, per ottenere più dati per una buon monitoraggio dei risultati vi consigliamo di provare un software molto efficace chiamato SEMrush.

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